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Comprendere la hagietomamofilia: quando la venerazione dei santi influenza la cultura moderna

Sul cammino di Santiago, si incrociano ormai tanti smartphone quanti sono i bastoni dei pellegrini. Gli influencer filmavano i loro passaggi in diretta, dei…

Collectionneuse de figurines de saints catholiques arrangeant des statuettes religieuses antiques sur une étagère en bois dans un intérieur chaleureux, illustrant la hagiotomamophilie et la vénération populaire des saints
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Sul cammino di Compostela, ormai si incrociano tanti smartphone quanti sono i bastoni dei pellegrini. Gli influencer filmavano le loro tappe in diretta, le applicazioni offrono preghiere geolocalizzate e le comunità online scambiano ex-voto digitali.

Questo spostamento dalla venerazione dei santi verso forme ibride, tra devozione e cultura pop, ha un nome poco conosciuto: la hagietomamofilia. Questo termine designa l’attaccamento pronunciato, talvolta appassionato, per le figure sacre e gli oggetti a esse associati, che si tratti di reliquie, statue, immagini pieuse o contenuti online.

Technorituali e sacro digitale: la devozione oltre le mura

Un articolo pubblicato a settembre 2026 sul blog della CASTAC descrive ciò che i ricercatori chiamano “technorituali”: l’uso delle tecnologie mediali come prolungamento dello spazio rituale, creando una forma di “sacro digitale”. Non si parla più solo di guardare una messa in replay.

Video di preghiera in diretta davanti a reliquiari, comunità che organizzano novene su messaggerie di gruppo, trasmissioni di processioni commentate come eventi sportivi: la venerazione dei santi migra verso spazi digitali che funzionano come estensioni del rituale. Il fenomeno va oltre il semplice uso di uno schermo. Trasforma la relazione con il sacro in una pratica accessibile in continuazione, delocalizzata, condivisibile.

Questo tipo di iniziative illustra bene come la hagietomamophilia su Votre Psy prenda forme che le generazioni precedenti non avrebbero mai immaginato: si collezionano devozioni come si collezionano chilometri.

Giovane collezionista che esplora un banco di mercato delle pulci pieno di medaglie religiose e santi cattolici vintage, rappresentando l'interesse culturale moderno per la hagiotomamophilia

Pellegrinaggio turistico e patrimoniale: quando il santo diventa destinazione

Si sbaglierebbe a credere che la hagietomamophilia riguardi solo i credenti praticanti. Uno studio pubblicato il 29 agosto 2026 su Tourism Geographies, basato sull’analisi bibliometrica di 597 pubblicazioni indicizzate in Scopus, mostra che le approcci esperienziali e patrimoniali dominano ormai la ricerca sul pellegrinaggio, mentre la dimensione istituzionale e religiosa perde progressivamente la sua centralità.

Il cammino di Santiago è l’esempio più eloquente. Secondo La Croix, “il nostro pellegrinaggio è seguito come una serie televisiva”: i camminatori documentano ogni tappa, e alcuni profili accumulano audience paragonabili a quelle di creatori di contenuti specializzati in viaggi. Il santo patrono diventa un pretesto narrativo, un filo conduttore per un racconto personale condiviso online.

Questo studio rileva anche che le questioni di governance e sostenibilità dei siti di pellegrinaggio rimangono poco sviluppate. I feedback variano su questo punto, poiché la sovraffollamento di alcuni percorsi pone problemi concreti di manutenzione, gestione dei rifiuti e coabitazione con i residenti, senza che un quadro chiaro sia emerso.

Reliquie, restituzione e tensioni patrimoniali nella hagietomamophilia

La venerazione dei santi non si limita alle pratiche individuali. Essa coinvolge questioni patrimoniali e diplomatiche che toccano direttamente la cultura moderna. In Russia, la scoperta di reliquie attribuite a un principe medievale è stata definita un “miracolo” da funzionari ufficiali, con il progetto di inviare un frammento al fronte, secondo Meduza. L’instrumentalizzazione politica della devozione ai santi non è nuova, ma qui assume una dimensione molto contemporanea.

Gli oggetti di devozione circolano su un mercato globalizzato dove sacro e valore commerciale si intrecciano. I movimenti di restituzione culturale che si moltiplicano in tutto il mondo mostrano che la hagietomamophilia, lontana dall’essere un semplice hobby di collezionisti, si inserisce in rapporti di forza tra Stati, istituzioni religiose e mercato dell’arte.

Gli oggetti coinvolti in queste tensioni

  • Le reliquie ossee o tessili, la cui autenticazione rimane spesso contestata e la cui circolazione sfugge talvolta ai quadri legali nazionali.
  • Le statue e icone votive, che possono raggiungere prezzi elevati in sala d’asta quando lasciano il loro contesto liturgico originale.
  • Le immagini pieuse e medaglie antiche, oggetti di collezioni specializzate dove il valore sentimentale e il valore numismatico si confondono.

Due donne appassionate che discutono di un libro sull'iconografia dei santi cattolici in un caffè parigino, illustrando l'influenza culturale moderna della hagiotomamophilia e della venerazione dei santi

Santi e cultura pop: dalla fan culture alla devozione

Un post pubblicato ad agosto 2026 sul blog della Scottish Graduate School for Arts & Humanities traccia un parallelo tra i fan di Taylor Swift (i “Swifties”) e i devoti medievali, con il titolo “Saints and Swifties: A Match Made in Breakable Heaven”. L’idea non è provocare, ma sottolineare meccanismi comuni: la collezione di oggetti legati a una figura ammirata, il pellegrinaggio verso luoghi simbolici, la costituzione di comunità strutturate attorno a un racconto condiviso.

Questi meccanismi si ritrovano nella hagietomamophilia contemporanea. I gruppi Facebook dedicati ai santi patroni funzionano come fan club. I negozi online di medaglie miracolose utilizzano gli stessi codici di marketing del merchandising musicale. Il confine tra devozione e fan culture diventa poroso, ed è proprio questo sfuocamento a caratterizzare l’influenza della venerazione dei santi sulla cultura moderna.

Il fenomeno non si riduce a un’aneddoto sociologico. Interroga il modo in cui si costruisce un legame collettivo attorno a figure tutelari, siano esse canonizzate o semplicemente famose. La hagietomamophilia agisce come un rivelatore dei bisogni contemporanei di rituali e appartenenza, ben oltre il quadro strettamente religioso.

Ciò che colpisce, in fondo, è la continuità. I pellegrini del Medioevo collezionavano insegne di piombo ad ogni tappa del loro viaggio. I pellegrini digitali collezionano storie e badge virtuali. L’oggetto cambia, il gesto resta.

Comprendere la hagietomamofilia: quando la venerazione dei santi influenza la cultura moderna