
Vendi prodotti in riunione o tramite catalogo e ora si parla di fattura elettronica. L’argomento può sembrare lontano quando si lavora come venditore a domicilio indipendente, soprattutto se la maggior parte delle tue vendite avviene presso privati. Tuttavia, la riforma della fatturazione elettronica riguarda tutti i professionisti soggetti all’IVA, compresi quelli in franchigia. Ecco come affrontare ogni fase senza perdersi nel gergo amministrativo.
E-invoicing ed e-reporting: due obblighi distinti per un VDI
Prima di cercare uno strumento o di creare la tua prima fattura dematerializzata, è fondamentale comprendere che la riforma si basa su due meccanismi separati. Confonderli significa rischiare di trascurare un obbligo che ti riguarda direttamente.
Da scoprire anche : Come iscriversi e utilizzare facilmente la piattaforma Webapp4you passo dopo passo
Il primo meccanismo, chiamato e-invoicing, copre gli scambi di fatture tra professionisti. Quando la tua azienda di vendita diretta ti invia una fattura per commissioni o per stock, questa fattura dovrà transitare attraverso una piattaforma autorizzata in un formato strutturato (Factur-X, UBL o CII). Un semplice PDF inviato via e-mail non sarà più sufficiente.
Il secondo meccanismo, il e-reporting, riguarda le transazioni che sfuggono al circuito B2B classico. Se vendi a privati, queste vendite non generano una fattura elettronica in senso stretto, ma dovrai comunque trasmettere alcuni dati di transazione all’amministrazione fiscale. Per un VDI la cui attività è prevalentemente in B2C, è spesso questo obbligo a pesare di più nella vita quotidiana, anche se è raramente spiegato nelle guide esistenti.
Vedi anche : Come semplificare le procedure per ottenere facilmente un visto francese nel 2024
Le fasi dettagliate riguardanti lo status di vdi e fattura elettronica su Be 2 Biz aiutano a chiarire gli obblighi specifici per ciascun profilo di venditore a domicilio.

Ricezione di fatture elettroniche da settembre 2026: cosa deve preparare il VDI
Non avrai bisogno di emettere fatture elettroniche subito. Tuttavia, dal 1° settembre 2026, dovrai essere in grado di ricevere fatture in formato strutturato. Questa distinzione tra ricezione ed emissione è il punto di partenza concreto.
Concretamente, la tua insegna di vendita diretta o i tuoi fornitori di materiale ti invieranno le loro fatture tramite una piattaforma certificata. Per riceverle, hai due opzioni principali:
- Passare attraverso il Portale Pubblico di Fatturazione (PPF), la piattaforma gratuita messa a disposizione dall’amministrazione fiscale, che consente di ricevere e consultare le fatture senza costi aggiuntivi.
- Scegliere una Piattaforma di Dematerializzazione Partner (PDP), ovvero un operatore privato autorizzato dallo Stato, spesso integrato in un software di contabilità o di fatturazione che utilizzi già.
- Verificare con la tua azienda di vendita diretta se offre uno strumento integrato o una raccomandazione di piattaforma adatta ai VDI della sua rete.
La scelta tra PPF e PDP dipende dal tuo volume d’attività. Per un VDI con alcune fatture fornitore al mese, il portale pubblico è più che sufficiente.
Emissione di fatture elettroniche nel 2027: costruire la propria fattura passo dopo passo
L’obbligo di emettere fatture elettroniche per le micro-imprese e le PMI è fissato al 1° settembre 2027. Se sei un VDI acquirente-rivenditore e fatturi ad altri professionisti, questa data ti riguarda direttamente. I VDI mandatari che fatturano solo alla loro insegna sono meno colpiti, poiché spesso è l’azienda mandante a gestire la fatturazione.
Raccogliere le informazioni prima di redigere
La tua fattura elettronica dovrà contenere le stesse indicazioni obbligatorie di una fattura classica, ma in un formato leggibile da una macchina. Prima di aprire il tuo strumento di fatturazione, prepara questi elementi:
- Il tuo numero SIREN o SIRET, il tuo indirizzo e la menzione del tuo regime IVA (franchigia o meno).
- Le coordinate complete del tuo cliente professionale, compreso il suo numero di IVA intracomunitaria se ne ha uno.
- Il dettaglio preciso dei prodotti o servizi venduti, con quantità, prezzi unitari al netto delle tasse e l’aliquota IVA applicabile (o la menzione “IVA non applicabile, articolo 293 B del CGI” se sei in franchigia).
- Un numero di fattura unico che segua una sequenza cronologica senza interruzioni.
Scegliere il formato giusto e il canale di invio
Un file PDF classico allegato a un’e-mail non costituisce una fattura elettronica ai sensi della riforma. Il documento deve essere in formato strutturato Factur-X, UBL o CII per essere elaborato automaticamente dalle piattaforme.
Factur-X è il formato più accessibile per un indipendente. Combina un PDF leggibile da un umano e un file XML integrato leggibile da una macchina. La maggior parte dei software di fatturazione online genera automaticamente questo formato, senza manipolazioni tecniche da parte tua.
Una volta creata la fattura, deve transitare obbligatoriamente per il PPF o una PDP. Non puoi più inviarla direttamente via e-mail al tuo cliente. La piattaforma si occupa della trasmissione, dell’archiviazione e della dichiarazione dei dati all’amministrazione fiscale.

Software di fatturazione per VDI: criteri di scelta concreti
Hai davvero bisogno di un software a pagamento? Per un VDI che emette alcune fatture B2B al mese, uno strumento gratuito collegato al PPF può essere sufficiente. Il portale pubblico consentirà di creare e inviare fatture senza abbonamento.
Se la tua attività genera un volume più regolare, un software di fatturazione compatibile con PDP offre un reale risparmio di tempo. Controlla tre punti prima di impegnarti: la compatibilità con il formato Factur-X, la connessione diretta a una piattaforma autorizzata e la gestione automatica della numerazione sequenziale delle fatture.
Alcune insegne di vendita diretta forniscono ai loro VDI l’accesso a uno strumento di fatturazione integrato. Informati presso la tua rete prima di investire in una soluzione esterna, poiché potresti pagare per un servizio già incluso.
La riforma della fatturazione elettronica aggiunge un livello amministrativo, ma semplifica anche il monitoraggio. Una volta configurata la tua piattaforma e impostate le tue indicazioni obbligatorie, ogni nuova fattura seguirà lo stesso circuito. La maggior parte del lavoro si concentra sull’avvio, non sull’uso quotidiano.